La trasformazione in corso oggi nella politica curda è troppo profonda e geopolitica per essere spiegata dalla retorica anti-israeliana di Abdullah Öcalan. La sua retorica non è la causa di questo cambiamento; è il riflesso di una frattura strategica molto più ampia.
Una recente analisi pubblicata su The Jerusalem Post interpreta questi sviluppi principalmente attraverso le dichiarazioni anti-israeliane di Öcalan e suggerisce che all’interno del PKK vi siano due fazioni. Tuttavia, le decisioni prese dal PKK e gli sviluppi sul terreno indicano meno una divisione aperta e più un riposizionamento strategico.
Nel 2025, il PKK ha deciso di porre fine alla lotta armata e di sciogliere la propria struttura organizzativa. L’appello di Öcalan è quindi andato oltre una dichiarazione personale ed è diventato una decisione organizzativa.